Le sue origini si affondano nelle radici della beneficenza e nello spirito d'avventura di alcuni uomini coraggiosi. Due sono i fatti principali della storia: "l'Opera Pia Gervasoni", che ha portato la scuola nell'Alta Valle Brembana; e il "Convitto-Collegio", che ha permesso alla stessa scuola di allargare il suo beneficio ai ragazzi dell' Alta Valle al punto da meritarsi il titolo di "Sorbona dei Gogis".

Una storia fedele e precisa dovrebbe diventare cronaca minuta di fatti e di personaggi: soprattutto se si riferisce ad una Istituzione, nata in una zona sprovvista di opere sociali e destinata a svilupparsi a favore non di un èlite ma di una larga rappresentanza della gioventu' della stessa zona. Ci sembra utile segnalare l'atmosfera ottocentesca in cui e' nata l'Opera Pia Gervasoni e il Collegio Convitto di Valnegra. Un'atmosfera di riformismo nelle grosse città, ma di penoso abbandono nelle campagne e nelle vallate. L'Ottocento Bergamasco e' ricco fermenti innovativi a sfondo sociale. A Valnegra, 100 anni fa', nel chiuso di una grande valle lontana da grossi centri, si penso' ad un opera di larga apertura sociale: una scuola gratuita per tutti i ragazzi della zona che avessero voluto approfittarne. Non si muoveva lo Stato, ci pensarono i cittadini. Persone benemerite, da venerarsi con grande rispetto e riconoscenza, hanno pensato alla piu' qualificata delle beneficenze sociali: l'istruzione dei giovani , la loro preparazione alla vita. E' un fatto importante questo non solo nella storia della Valle Brembana, ma di tutta la bergamasca. A Valnegra, cent'anni fa, si ottenne una delle piu' nobili ed elogiabili conquiste: la scuola per tutti.

Segnaliamo i nomi di coloro che in particolare hanno reso possibile l'istituzione scolastica e l'organizzazione del Convitto- Collegio: i signori Sebastiano Calvi e Francesca Gervasoni, insigni benefattori e antesignani delle due opere; il parroco di Valnegra don Tomaso Tommasoni, coraggioso iniziatore in proprio del Convitto. Don Carlo Traini e' da considerare il "grande Rettore" del Collegio di Valnegra. Nella storia del Collegio San Carlo di Valnegra restera' celebre la lunga parentesi della presenza nella sede dello stesso collegio dell'Alta Val Brembana di una colonia, e la parola potrebbe lasciare meravigliati, ma di fatto rappresento' qualcosa di simile, per la lontananza da Bergamo e per la "battaglia" in distanza fra i due gruppi di seminaristi, i "cittadini" e i "forensi". Oggi, a distanza di tempo, interrogando sacerdoti anziani, che hanno studiato a Valnegra, ci si accorge che la "lotta" ci fu: per la emulazione nella bravura degli studi e nella praticità del vivere. C'e' da ricordare che molti seminaristi, non solo bergamaschi, andarono a Valnegra anche per ragioni di salute: quel clima balsamico e la vita serena del collegio han salvato la vita e il sacerdozio a piu' di uno.

La vita disciplinare del Collegio di Valnegra ha seguito i moduli educativi in uso nei convitti italiani nell'Ottocento. Divisione per camerate, con assistenti preferiti, prima scelti fra i canditati al sacerdozio e, in seguito anche tra i giovani istruttori laici. L'educazione avveniva in un clima di severo controllo: cosi' esigeva la scuola, cosi' esigeva la preparazione seria alla vita. Erano le componenti della pedagogia dei tempi, che prevedevano anche dei castighi, che oggi lasciano sorpresi, ma che un tempo facevano parte della norma di vita di una comunità organizzata. Era cosi' dovunque. Ma a Valnegra e' sempre dominato uno spirito di famiglia. Con la severità dell'impegno, la serenità della comprensione e della paternità dei superiori e le trovate per una vita gioiosa. Si pensi alla larga presenza della musica: in canto e per strumenti. Valnegra ebbe la sua buona Scuola di Canto e la sua tanto richiesta Banda musicale.

Nella storia dell'Ottocento Bergamasco un posto di rilievo bisognerà sempre assegnarlo a Valnegra, alla sua Opera Pia Gervasoni, al suo Convitto-Collegio. Parliamo della storia bergamasca delle conquiste sociali: nel campo della istruzione, in quello della beneficenza, assistenza ai bisognosi. A Valnegra si e' fatto beneficenza, assistenza e istruzione. Se era facile pensare coraggiosamente ad opere sociali del genere in città o in grosse borgate delle vallate e della pianura, molto difficile, anzi pazzesco, era farsi venire anche solo l'illusione di dar vita ad opere come quelle create e fortemente sostenute in un piccolo villaggio alpestre, come era Valnegra. Tra le attività sociali create dai cattolici bergamaschi concediamo un posto di merito rilievo a quest'opera. In una panoramica provinciale, sul fronte della cultura, per la storia di ieri e per le valide prestazioni di oggi, il Collegio di Valnegra brilla di una luce di giusto orgoglio. Valnegra resta ancora uno dei centri piu' vivi della formazione culturale nell'area geografica bergamasca. E, tra i numerosi collegi e istituti cattolici di istruzione e di assistenza alla gioventu' della Diocesi di Bergamo, Valnegra conserva sempre un posto di notevole importanza.

torna all'inizio del contenuto